Nicola Boschetti

Suoni e riflessioni dal blog di un musicista

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Sto ascoltando: Altered State by Yellowjackets

Si prosegue con la rubrica “Sto ascoltando“: questa settimana nel lettore CD della mia auto (la mia sala d’ascolto più gettonata) gira Altered State della band Yellowjackets.

Album recente (2005) anche se non l’ultimo della band capitanata da Jimmy Haslip & Russell Ferrante. Per gli appassionati dello storico gruppo, ogni loro uscita discografica è sempre un evento, e io posso dire di aver seguito “quasi in diretta” la pubblicazione di ogni album degli Yellowjackets fin dal primo datato 1981, con Robben Ford alla chitarra (diciamo pure che era la “sua” band, ma per motivi discografici l’album non potè uscire a suo nome) e l’allora batterista Ricky Lawson.

In questo Altered State la formazione vede oltre ai già citati Ferrante (piano e keyboards) e Haslip (basso) le voci dei sassofoni di Bob Mintzer e soprattutto il nuovo acquisto alla batteria Marcus Baylor. Essendo la formazione (batterista a parte) assai consolidata, l’album non presenta quindi grandi novità, e ciò che sembra mancare in questo album è soprattutto la qualità delle composizioni.

Yellowjackets - Altered StateCome sempre ineccepibili le performance delle quattro giacche gialle, con qualche punta davvero interessante, ad esempio nel groove notturno e suadente di Hunter’s Point, con una linea di basso doppiata dal clarinetto basso, oppure nella cavalcata latin di Mother Earth, dove possiamo ascoltare lo splendido lavoro fra piatti cassa e rullante di Baylor, e il solo molto riuscito di Mintzer su una classica “progressione sus”.

Molto bella anche l’atmosfera in stile tipicamente Yellowjackets nel brano Cross Current dove il profondo basso di Haslip fa da portante per le evoluzioni virtuosistiche di Mintzer e Ferrante, che in questo album rispolvera il suo trademark sound di piano elettrico “DynoMyPiano”. Eccellente il lavoro di Baylor che si dimostra un degno sostituto dell’ottimo predecessore William Kennedy. Stesso dicasi per il successivo Aha, con una progressione modale che ricorda in qualche modo alcuni lavori di un altro sassofonista, Mike Brecker, sebbene Mintzer persegua un suo linguaggio personale, forse non così appariscente ma assai profondo.

Non mi convince invece molto il brano cantato The Hope, dal sapore gospel… abbiamo credo sentito di meglio, siamo in ogni caso molto distanti dagli antichi fasti di Revelation.

Nel complesso un buon album, ma non eccellente, che necessita di ripetuti ascolti per poter essere apprezzato, vista appunto la mancanza di temi melodici di presa immediata. Il mio voto è 7/10.

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p.s. lasciate un vostro commento sull’album nello spazio qui sotto.

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Commenti

Commento da Maury
Ora: 20 aprile 2008, 15:36

Ciao Nic allora ho fatto un giretto sul sito e ho ascoltato qualche pezzo, belli! Complimenti per il sito è molto bello, ma dove trovi tutto sto tempo?? A presto grande!!

Commento da Nicola Boschetti
Ora: 21 aprile 2008, 09:02

Ciao Maury, eh eh dove trovo il tempo? Beh… quando una cosa ti piace, il tempo lo si trova!

Commento da Simona
Ora: 21 aprile 2008, 10:02

Ciao Nicola !!! Come stai ???
Ma sai che l’idea di interagire e condividere con gli amici la tua (ma non solo) musica e tutte queste emozioni… è bellissima ? Grazie di avermi inclusa nella mailing list ! Purtroppo il tempo è tiranno e non riesco a stare collegata tutto il tempo che vorrei …. ma è comunque un piacere farlo ogni tanto ! A presto, Simo

Commento da Nicola Boschetti
Ora: 21 aprile 2008, 11:05

Grazie Simo, è un piacere leggere messaggi come il tuo, che mi spingono ad andare avanti con entusiasmo!

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