Sto ascoltando: la musica di Antonio Cocomazzi
Buon giorno a tutti i miei fedeli lettori. Riprendo la rubrica “sto ascoltando” per raccontarvi questa volta di un autore non ancora molto conosciuto, almeno, non conosciuto come meriterebbe: il pianista e compositore Antonio Cocomazzi.
Sono giunto a conoscere Antonio Cocomazzi in modo un po’ curioso, infatti anni fa entrambi pubbicammo un album per l’etichetta discografica milanese M.A.P. Edizioni: io il mio Solo Guitar, e Antonio un album bellissimo dal titolo Mare Solo.
Quello che mi colpì fin da subito di Mare Solo è l’estrema originalità del sound: infatti quasi tutti i brani sono eseguiti con la formazione pianoforte, marimba e contrabbasso, un organico piuttosto inusuale nell’ambito della musica jazz ma non solo.
Fin dal primo ascolto veniamo catturati dalla “pasta” così particolare data dal connubio di questi tre strumenti, suonati magistralmente dai musicisti Luca Caponi (marimba) e Daniele Cappucci (contrabbasso), oltre che naturalmente da Antonio Cocomazzi al piano.
E dopo i primi ascolti, emerge un’altra grande qualità di questo giovane autore (1973): la qualità delle composizioni! Davvero difficile definire, inquadrare in un unico contesto la musica dell’album Mare Solo: potremmo dire che in alcuni momenti la sonorità di musica classica e/o avanguardia richiama il Chick Corea del progetto in duo con Gary Burton, ma l’affinità è solo suggerita, in quanto le composizioni di Antonio hanno un sound personale, originale, molto suggestivo. Personalmente ritengo che la title track Mare Solo sia una delle ballad più belle che mi sia capitato di sentire ultimamente (e sapete bene quanto io sia un vorace ascoltatore di tutti i generi musicali)!
Qualche settimana fa ho contattato Antonio Cocomazzi con il quale, pur non essendoci mai incontrati di persona, è nato un dialogo epistolare (ecco uno dei tanti grandi vantaggi di Internet), che ha portato Antonio a farmi lo splendido dono del suo ultimo album Project.
E anche in quest’occasione mi sono trovato di fronte ad un album molto riuscito, forse con un sound più jazzistico del precedente (nel senso canonico del termine), ma assolutamente maturo, intenso, in una parola: bello. Questa volta i compagni di avventura di Antonio Cocomazzi sono Emanuele Ciampichetti (contrabbasso), Antonio Del Sordo (batteria) e il trombettista e flicornista americano Mike Applebaum (già trombettista di Gil Evans e collaboratore di Ennio Morricone, che ha curato fra l’altro le note di copertina di Project) più un quartetto d’archi in alcuni brani.
Vi invito davvero, cari amici, a visitare il sito www.antoniococomazzi.it.
Troverete all’ingresso del suo sito la dicitura a life in music, ovvero “una vita in musica” e non si potevano trovare parole più azzeccate per definire un artista maturo, intenso, romantico, la cui musica non mancherà di emozionarvi. Contattatelo (nel sito troverete tutti i contatti, email, mySpace) e chiedetegli di spedirvi i suoi album se non riuscite a procurarveli in negozio, ne vale davvero la pena. Siamo circondati giornalmente di musica inutile e invece la musica di Antonio vi farà compagnia per tantissimo tempo, tanta è la sua purezza e intensità.
Curiosità: in entrambi gli album secondo la mia opinione il brano “chiave” è la traccia numero 3: Mare Solo nell’album omonimo e Carezze impolverate in quest’ultimo Project.
Buon ascolto.


