Nicola Boschetti

Suoni e riflessioni dal blog di un musicista

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Sto ascoltando: Machine Head dei Deep Purple

Avete letto bene: in questi giorni sto riascoltando un classico della storia del rock, ovvero Machine Head dei Deep Purple… e mi sta piacendo anche!

Come annunciato nella nota introduttiva, in questi giorni estivi mi è venuta voglia di rispolverare un vecchio classico del rock britannico, e quindi su suggerimento dell’amico Massimo Tempia mi sono procurato la versione Limited Edition 2-CD SET dell’album Machine Head dei Deep Purple, originariamente pubblicato nel 1972.

Deep Purple - Machine HeadIl remix è stato effettuato nel 1997 in occasione dei 25 anni dall’uscita dell’album originale, e va detto subito che il suono è straordinariamente attuale: sembra registrato ieri!

Alcuni brani erano e restano indimenticabili: dal classico, robusto e immortale riff di Smoke on the Water, al sound un po’ funk di Never Before, alla frenetica e accattivante Highway Star, passando attraverso Lazy, forse il brano più “concept” dell’album, con alcuni “stacchi” sincopati decisamente riusciti, fino alla meno conosciuta ma sinuosa Maybe I’m a Leo, ci sono in Machine Head elementi sufficienti per inserirlo di diritto fra gli album più riusciti del rock.

Quanto ai musicisti: certo forse la ritmica Ian Paice (batteria) e Roger Glover (basso) non avrà la tecnica virtuosistica di tutta una legione di ritmiche dei gruppi rock moderni (Dream Theather per esempio), però che dire? Sono funzionali alla musica, molto funzionali. Il sound dell’Hammond distorto pluggato nell’ampli Marshall di Jon Lord ha fatto scuola, e il suo assolo chitarristico su Highway Star rivaleggia alla pari con le linee della chitarra.

E Blackmore? Ritchie Blackmore mi piace. Mi piace proprio in quest’album. Si, forse, la scelta di usare alcune scale minori naturali sugli accordi minori è un tantino superata e retrò, e anche un po’ ingenua, però i suoi power chords sono davvero efficaci, così come i suoi riff. Le linee soliste sono ben sviluppate, mai banali e sempre funzionali alla melodia senza cedere in inutili eccessivi virtuosismi di cui, probabilmente, i Deep Purple non erano nemmeno capaci… ma meglio così! Infine un plauso anche alla voce di Ian Gillan.

Tra l’altro la versione Limited di questo album contiene numerosi remix e bonus tracks che faranno la felicità dei vecchi fan e potranno dare la possibilità ai nuovi di ascoltare una grande band in un cofanetto di due CD di grande qualità sonora.

Un’ultima cosa, un suggerimento: ho da un po’ di tempo scoperto che è possibile acquistare su Amazon gli album nella sezione “used and new”, dove per pochi Euro si possono reperire album indimenticabili come questo. Oltretutto se andate su Amazon UK non dovrete nemmeno preoccuparvi delle spese doganali.

Clicca qui per ascoltare/acquistare Machine Head dei Deep Purple su Amazon: nel momento in cui scrivo potete reperirlo a 11$ + 7$ di spedizione (nuovo, non usato).

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Commenti

Commento da maxtempia
Ora: 16 luglio 2008, 20:49

vedi… te l’avevo detto io!!
adesso sono un po’ in giro poi ti sistemo la registrazione del biella estate… tanto la chitarra è bassa!!!
P.S. domani pome firmo per la splasc(h)!!

Commento da Marco
Ora: 27 luglio 2008, 20:05

E beh!!! dici nulla!!!
A parte i classici, trovo accezzzzionali : Perfect Strangers e Soldier of Fortune.
Hai già ascoltato i Blackmore’s Night??
Cantante Candice Night che è la moglie di niente popodimeno che Ritchie Blackmore!!!
SCUSA SE E’ POCO…
Io invece sto assoltando il nuovo cd di Walter Trout “The outsider”, te lo consiglio caldamente.
Ciao, Marco N.

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